The Judgement of Paris (3): Errare humanum est

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Die urteilenden Koster waren die seinerzeit bekanntesten Weinkenner der Metropole („The nine French judges, drawn from an oenophile’s Who’s Who,..“). Trotzdem wurden sie von ihrem weinbaulichen Nationalstolz geblendet, denn gerade der Batard Montrachet wurde wegen geruchlicher Mängel als Kalifornier identifiziert (“That is definitely California. It has no nose,”). Unabhängig von diesen Beispielen an Zuordnungen kann man davon ausgehen, dass die Bepunktungen an sich nach besten Wissen und Gewissen durchgeführt wurden.

I degustatori presenti al confronto erano allora tra i più rinomati della capitale francese („The nine French judges, drawn from an oenophile’s Who’s Who,..“). Comunque questo non li ha preservati da essere fuoriviati dall’orgoglio nazionale in quanto proprio il Batard Montrachet perché non convinceva con il suo aroma veniva attribuito alla California (“That is definitely California. It has no nose,”). Indipendentemente da queste errate attribuzioni non si può dubitare che i giudici abbiano degustato con il rigore e la serietà dovuta.

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Schnitt der Pergl — Potatura della pergola

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Den Kotzner (Merlot) und den Ogeaner (Chardonnay) habe ich inzwischen fertig geschnitten, jetzt bin ich am Klausner mit dem Grauen Burgunder beschäftigt. Ungefähr die Hälfte unserer Rebflächen hat als Erziehungssystem die traditionelle Pergl (genau genommen ein sogenannter Terlaner Halbbogen), die andere Hälfte der Reben sind als Guyot (eine Drahtrahmenart) gezogen. In der Vergangenheit wurde in Südtirol das Umstellen auf dieses für unsere Gegend relativ neue System als ein unerlässlichlicher Schritt zu mehr Qualität gesehen, inzwischen haben sich die Diskussionen über die richtige Erziehungsart etwas beruhigt und sind zum Glück auch pragmatischer geworden.

Nei vigneti Kotzner (Merlot) e Ogeaner (Chardonnay) ho finito la potatura, adesso sono occupato nel Klausner con il Pinot grigio. Circa la metà dei nostri appezzamenti vitati sono a pergola semplice (quella cosiddetta di Terlano con due cantinelle), l’altra metà invece è a spalliera e più precisamente a Guyot modificato. In passato si è visto la conversione a spalliera come un passo indispensabile per aumentare la qualità, oggigiorno fortunatamente la discussione si è calmata e ci si avvicina alla questione con pragmatismo.

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In die Tiefe — In profondità (3): The Big Hole

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So zeigte sich die Baugrube, nachdem der Aushub komplett abgeschlossen, die Böschung mittels Nylonplanen vor niederschlagsbedingtem Abrutschen gesichert war und die Baufirma begonnen hat, die Fundamente abzustecken. Heute gibt es kaum Text, dafür aber einige Bilder.

Questo era l’aspetto del cantiere, dopo che gli scavi sono stati terminati, dopo che la scarpata è stata protetta con nylon da smottamenti dovuti a precipitazioni e prima che la ditta costruttrice abbia fissato i paletti delle fondamenta. Oggi non scrivo molto, in compenso faccio parlare le immagini.

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In die Tiefe — In profondità (2)

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5,5 Meter tief ist die inzwischen fertiggestellte Baugrube. Unzählige Male sind während einer Woche die über 40 Tonnen schweren Vierachser gefüllt mit Schotter durch den Hof gefahren. Worauf ich schon gespannt wartete war das Bodenprofil des Kotzners, was sich selten in einer so deutlichen Art und besonders mit dieser Mächtigkeit bemerkbar macht. Der ca. 80 cm mächtige Oberboden ist eine stark humushaltige Rendzina, und darunter, scharf abgegrenzt, angeschwemmter Dolomit-Bachschotter. Das Dorf Margreid und damit auch unsere Lagen Kotzner, Puit und Feld liegen nämlich auf einem Schwemmkegel, den der Fennerbach – heute meist nur noch ein Rinnsal – gebildet hat. Im Westen begrenzt der Fennberg die Geschiebeanhäufung und  im Osten der Große Kalterer Graben, wie man deutlich am Foto erkennen kann.

Lo scavo ormai finito ha raggiunto la profondità di 5,5 metri. Un numero apparentemente infinito di camion a quattro assi del peso complessivo di 40 tonnellate ed oltre ha attraversato il cortile. Ero già molto curioso di vedere il profilo pedologico del Kotzner, che in questo modo si rileva come mai visto prima . I primi 80 cm sono del tipo Rendzina con un alto contenuto in humus, sotto si vede uno strato molto omogeneo di detriti dolomitici. Infatti il paese di Magré ed i nostri vigneti Kotzner, Puit e Feld si trovano sul conoide di deiezione che allora è stato formato dal rio Favogna, oggi quasi solo un rigagnolo. Ad ovest viene limitato dal monte Favogna, ad oriente in modo netto dalla Fossa Grande di Caldaro, come si vede bene nella foto.

Tausende, vielleicht sogar zehntausende Jahre lang hat der Bach ungebändigt Material angeschwemmt, das sich – typisch für diese Art der Sedimentation – sehr regelmäßig vom Berg in Richtung Tal verteilt hat. Zwischendurch muss es immer wieder Jahre ohne Materialnachschub gegeben haben, in denen die Bodenbildung einsetzte und Pflanzenwachstum zuließ. Davon zeugen die beiden dünnen schwarzen Streifen in 4,5 und 5 m Tiefe. Ab wann die jetzige Humusschicht gebildet werden konnte, weil der Bach einen seither stabilen Verlauf gefunden hat, kann ich nur extrem grob abschätzen, aber wahrscheinlich hätte schon die Gletschermumie Ötzi hier zumindest einen ersten spontanen Pflanzenbewuchs feststellen können.

Migliaia, forse decine di migliaia di anni il rio indomito ha apportato materiale che tipicamente per questo tipo di sedimentazione si è distribuito in modo simmetrico verso il fondovalle. Sembra che tra un’inondazione e l’altra deve essere passato ogni tanto anche un certo periodo tranquillo, che ha permesso l’insidiamento della vegetazione. Lo testimoniano le due strisce scure sottili a 4,5 e 5 metri. Quando è cominciato a formarsi lo strato odierno dopo che il rio ha trovato un deflusso stabile, lo posso solo stimare in modo più che approssimativo. Secondo me già Ötzi avrebbe ritrovato quí insidiamenti vegetali.       

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